|

L’Adriatico Snow Effect (ASE), è un particolare fenomeno meteorologico su piccola scala, che favorisce lo sviluppo di celle convettive responsabili di rovesci o temporali, che nel periodo invernale possono assumere carattere nevoso.Il fenomeno avviene seguendo gli stessi principi fisici che danno origine al "Lake Snow Effect", che apporta abbondanti nevicate sulla regione dei grandi laghi americani. Nel nostro caso il tutto avviene in forma ridotta perché come vedremo in seguito, gli ingredienti per “il dolcetto” sono presenti in quantità ridotta.
L’ASE è un fenomeno che in Italia si manifesta soprattutto sul versante Adriatico e può apportare nevicate anche abbondanti dalla Romagna alla Puglia. Il processo è innescato quando aria molto fredda di origine polare attraversa una superficie relativamente calda e umida come il Mare Adriatico. Si genera così un forte lapse rate che agevola lo sviluppo di celle convettive, foriere di precipitazioni a carattere di rovescio o temporale spesso nevosi. Altri fattori che permettono lo sviluppo dell’ASE sono la lunghezza del Fetch, vale a dire l’estensione del tratto di mare attraversata dall’aria fredda, l’altezza dello strato di inversione (favorevole da 1 a 4 km), la convergenza dei venti e la presenza di barriera orografiche
Fattori indispensabili per lo sviluppo dell'Adriatico Snow Effect:
Forte Lapse Rate: Come già anticipato, il forte lapse rate che si genera con l’ingresso di aria molto fredda in scorrimento su una superficie marina relativamente calda ed umida, determina un incremento dell’instabilità e favorisce lo sviluppo di celle convettive. Nel caso specifico dell’Adriatico, la temperatura della superficie marina può oscillare tra 11 e i 14 °C nel mese di Dicembre, per poi ridursi nei mesi di Gennaio e Febbraio. La temperatura marina è strettamente influenzata dalle condizioni climatiche dei mesi precedenti, data la notevole capacità termica del mare e può variare di anno in anno, seppur con ridotte fluttuazioni. Una temperatura marina di 12 °C e un isoterma di -10 °C a 850 hPa (circa 1500m), generano un notevole lapse rate, favorevole all’ASE.
Fetch: un aspetto molto importante nell’ASE risulta essere il Fetch, vale a dire il tratto di superficie marina attraversata dall’aria fredda. Il Fetch minimo necessario è di 80 km, mentre quello ideale di 160 km. In tal caso, nella valutazione del Fetch occorrerà tenere in considerazione la direzione del vento alla quota di 850 hPa, oppure se le celle convettive dovessero essere ridotte in altezza anche a 925 hPa. Nel caso di Senigallia, nel caso peggiore il Fetch raggiunge circa i 125 km di lunghezza, fino ad un massimo di circa 180 km. Nel caso specifico nei grandi laghi, il Fetch può raggiungere anche 360 km.
Velocità del vento e Wind Shear: Affinché le bande convettive si organizzino occorre che la velocità del vento compresa tra lo strato superficiale e la quota di 850 hPa, si inferiore ai 40 km/h. Le condizioni ideali per lo sviluppo dell’ASE sono velocità del vento comprese, nello spessore suolo quota di 850 hPa, tra 25 e 30 km/h. Un altro parametro importante è il Wind Shear, vale a dire la variazione della direzione del vento con la quota. Per un ottimale sviluppo delle celle convettive occorre che la direzione del vento non subisca variazioni con la quota superiori ai 30°. Valori superiori ai 50-60° ne impediscono lo sviluppo.
Altri parametri possono inoltre incrementare gli effetti dell’Adriatico snow effect: sollevamento forzato per la presenza di un ostacolo orografico, come per esempio avviene per Ancona con la presenza del Monte Conero, o in Romagna per la presenza del Monte Titano; convergenza dei venti al suolo.
14-15 Dicembre 2010: 50 cm su Cattolica, fino a 40 cm su Ancona
Un episodio significativo di Adriatico snow effect si è verificato di recente (Dicembre 2010) ed ha principalmente interessato la Romagna, le Marche e l’Abruzzo. Le nevicate sono state generate da celle convettive venutosi a creare in seguito ad una forte avvezione di aria fredda polare, con temperature di -36 °C a 500 hPa, -10 a 850 hPa, prossime o inferiori allo zero lungo i litorali. La pressione al suolo risultava su valori medio-alti, con un blanda componente ciclonica per la presenza di un minimo di bassa pressione collocato sulle estreme regioni peninsulari. Non vi erano pertanto forzanti sinottiche tali da intaccare i delicati meccanismi che innescano l’Adriatico snow effect.
C’erano pertanto tutte le carte in regola per una delle più belle manifestazioni meteorologiche che la natura può offrirci: la neve sul mare! Fu così, che bande temporalesche cominciarono a formarsi in mezzo al mare Adriatico per poi svilupparsi e procedere quasi perpendicolarmente verso la costa. Fenomeni che sono difficilmente prevedibili dai modelli e che forse rendono ancora più affascinante questo fenomeno. Tra Martedì’ 14 e Mercoledì 15 Dicembre intense nevicate hanno interessato un po’ tutto il litorale compreso tra Rimini ed Ancona, con accumuli fino a 50 cm a Cattolica, 30-40 cm ad Ancona, luoghi dove la convergenza dei venti e il sollevamento forzato da barriera orografica (Monte Titano (RSM), Monte Conero (AN) hanno permesso i fenomeni più intensi.
Immagine dal Satellite 14 Dicembre 2010 h 9.15: ben visibili le bande temporalesche convettive in formazione sull'alto Adriatico che genereranno nelle ore successive una bufera su Ancona:

Bande temporalesche in azione su Romagna e Marche, immagine modis NASA

Geopotenziale a 500 hPa, nuvolosità e precipitazioni del 15 dicembre 2010 h 14.00 - in evidenza la massa gelida presente sull'Europa orientale (dati ECMWF)

Daniele O. © meteosenigallia.it - Riproduzione vietata
|